Bambini ADHD: come aiutarli
Strategie e risorse per intervenire in maniera efficace sull'ADHD.
L’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà di attenzione, impulsività e iperattività. L'ADHD ha una diffusione presso la popolazione infantile del 3-5% (fonte: https://www.ospedalebambinogesu.it/deficit-di-attenzione-e-iperattivita-adhd--80083/), con una prevalenza dei maschi sulle femmine in un rapporto di 3-4:1.
L'ADHD può avere delle ripercussioni molto significative sulla vita del bambino, con effetti sul rendimento scolastico, sulle relazioni tra pari e con gli adulti e sulla propria autostima.
Non va poi dimenticato il benessere della famiglia nel complesso. Difficoltà di gestione e un ambiente familiare litigioso e frustrante possono essere all'ordine del giorno, per cui è molto importante un intervento che, aiutando il bambino, sia funzionale anche al benessere della famiglia.
Per effettuare una diagnosi e aiutare i bambini con ADHD a migliorare la propria quotidianità e sostenere le famiglie nel compito di crescerli, è di enorme importanza un intervento terapeutico mirato con l'aiuto di professionisti e la collaborazione di tutti gli attori che partecipano alla vita del bambino, dalle figure genitoriali agli insegnanti che trascorrono con il bambino il tempo scolastico.
Il nostro centro Percorsi Evolutivi ha sede a Roma, dove è da molti anni un punto di riferimento per le famiglie con bambini con ADHD. Esperienza sul campo, professionalità e un'equipe specializzata consentono a Percorsi Evolutivi di offrire un servizio d'eccellenza alle famiglie del territorio capitolino.
Per contattare il Centro e prenotare una visita ADHD, si consiglia di cliccare qui.
Come aiutare i bambini ADHD: qual è l'intervento terapeutico più adatto
La terapia per l'ADHD che finora si è dimostrata come la più efficace si basa su un approccio "multimodale", che combina gli interventi di tipo psicoeducativo con la terapia farmacologica (laddove richiesto, ovvero nei casi più severi di ADHD o comunque dove secondo i neuropsichiatri sia davvero necessario).
La terapia farmacologia basata su psicostimolanti come ad esempio il Ritalin (metilfenidato) viene riservata solitamente ai casi di ADHD più severi. Con il metilfenidato, aumenta la concentrazione e diminuisce l'impulsività, e questo può avere effetti positivi anche sulla condotta e sui comportamenti oppositivi. Ma il farmaco non "cura" l'ADHD, semplicemente ne mitiga gli effetti e deve perciò essere affiancato da interventi psicoeducativi che aiutino il bambino a trovare le giuste strategie comportamentali, a riflettere su di sé, ad accrescere la propria autostima e a migliorare le competenze sociali.
L'approccio multimodale prevede anche il coinvolgimento di famiglie, insegnanti e altre figure di riferimento del bambino, perché solo con un contesto pronto ad accoglierlo il bambino potrà ricavare i massimi risultati dal proprio lavoro terapeutico. Per questo è sempre consigliato svolgere parallelamente un percorso di parent training specifico per genitori di bambini con ADHD che servirà ad apprendere le strategie educative migliori e a conoscere il disturbo.
Aiutare i bambini con ADHD a casa: il ruolo del genitore
Ed è in fondo anche grazie al parent training che il genitore può giocare un ruolo chiave nell'aiutare il bambino con ADHD. Prima di tutto, va chiarito che le famiglie vivono situazioni di fortissimo stress, dovuto ai problemi comportamentali del bambino a casa o fuori casa, alle tensioni scolastiche che inevitabilmente il bambino riporta in famiglia, alla tensione del fare i compiti, al rapporto burrascoso con fratelli e altri membri della famiglia.
I genitori devono perciò essere fortemente consapevoli del funzionamento del proprio bambino, così da poter agire per mitigare dove possibile i disagi, le intemperanze e i problemi.
Con l'aiuto degli psicologi, ma anche formandosi leggendo libri, blog, seguendo corsi online o anche facendo rete con le associazioni di genitori che ormai esistono ovunque sul territorio, oggi questi genitori possono aspirare a una qualità delle relazioni familiari migliore.
Un bambino con ADHD che cresce in un ambiente domestico che tiene conto delle sue caratteristiche ha modo di "stare più comodo" e quindi di mettere in atto con minore frequenza quei comportamenti problematici che generarno litigiosità e frustrazione in famiglia. Al tempo stesso, vivere in un ambiente che mette in luce i punti di forza rispetto a quelli di debolezza consente al bambino di sviluppare soprattutto i primi, anche in questo caso con ricadute positive sulla condotta, sul rispetto delle regole e sulla qualità delle relazioni in famiglia.
Tutto ciò richiede ai genitori impegno, dedizione e tanti sacrifici, ma i risultati sono spesso in grado di ripagare la fatica. Non dimentichiamo però che proprio il peso di questo compito può mettere a dura prova l'equilibrio sia dei singoli genitori che della coppia, ed è perciò importante che i genitori, così come anche i fratelli del bambino con ADHD, si prendano cura anche della propria salute mentale, consapevoli del fatto che un crollo nervoso o depressivo avrebbe ricadute sull'equilibro dell'intero ecosistema familiare, e quindi anche sul bambino stesso.
Ecco alcuni piccoli accorgimenti che si apprendono grazie al parent training e ai consigli psicoeducativi, e che aiutano i genitori nella gestione di un bambino con l'ADHD:
- Analisi funzionale: un metodo di osservazione del comportamento problema del bambino che permette di capire quale sia l'antecedente (la causa) e di analizzare la funzione che quel comportamento problematico ha avuto per il bambino, così da mettere in atto strategie di risposta più efficaci. L'analisi funzionale viene solitamente "insegnata" dai terapisti durante il parent training;
- Routine e regole chiare: un bambino con ADHD si giova della presenza di regole chiare e routine strutturate, per cui non è raro che le famiglie con figli con ADHD si avvalgano di timer per la scansione del tempo, elenchi di regole semplici ma condivise, spiegate e che vengano sempre rispettate da tutti i membri della famiglia, orari fissi per pasti, compiti o altre attività;
- Calendario visivo: per agevolare una routine strutturata, non c'è niente di più efficace - soprattutto per i bambini piccoli - di un calendario visivo, ovvero basato sul disegno delle attività che fanno parte di una certa routine e che scandiscono la giornata;
- Token economy e rinforzi positivi: mentre per la token economy si consiglia di farsi guidare dal terapista (che può definire in modo funzionale le varie ricompense per i comportamenti positivi del bambino), i rinforzi positivi si possono adottare in qualunque famiglia e in qualsiasi momento. Si tratta di un cambio di mentalità da parte degli adulti, che anziché punire il comportamento sbagliato, devono abituarsi a premiare o lodare il comportamento giusto, in modo che il bambino riesca poi a collegare al comportamento giusto una serie di stimoli e sensazioni positive che lo indurranno a ripeterlo.
SOS burocrazia per i bambini ADHD
Un aspetto spesso sottovalutato quando si parla di come aiutare i bambini con ADHD è la burocrazia, ovvero tutti gli strumenti che la legge offre a tutela dei bambini ADHD e come attivarli.
I genitori che si trovano di fronte a una diagnosi di ADHD di loro figlio hanno la possibilità di ricorrere ad alcuni strumenti legislativi che dipendono dal livello di gravità della diagnosi ricevuta. Tutto parte sempre dalla diagnosi, che deve pervenire da una struttura publica o accreditata. Con la diagnosi in mano, i genitori possono fare alcune richieste all'INPS e altre richieste alla scuola.
Gli aiuti previsti dalla legge: richieste all'INPS in caso di diagnosi ADHD
Una volta ottenuta la diagnosi ufficiale di ADHD, si può scegliere se presentare all'INPS domanda per l'ottenimento della Legge 104 e domanda per l'indennità di frequenza. Le due domande non si escludono tra loro ma viaggiano in parallelo. La Commissione Medica potrebbe approvarle entrambe, respingerle entrambe o approvarne soltanto una.
- Legge 104: La Legge 104/1992 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) è la legge che garantisce in Italia la tutela alle persone con disabilità. Se la Commissione medica INPS ritiene che il disturbo dell'attenzione e dell'iperattività del bambini comprometta lo svolgimento dei compiti normali per la propria età, può riconoscere questo diritto. La L. 104 può essere assegnata con comma 1 nei casi meno gravi oppure con comma 3 nei casi più gravi. Spesso il comma 3 viene riconosciuto quando l'ADHD si presenta in comorbidità con altri disturbi, come ad esempio autismo o disturbo oppositivo provocatorio.
- Indennità di frequenza: si tratta di un sostegno economico riconosciuto dall'INPS ai minori con una disabilità o una difficoltà persistente. Il contributo è di circa 280 euro al mese e viene erogato e periodicamente revisionato dall'INPS per verificare che persistano ancora le condizioni che ne hanno determinato la concessione.
Le richieste possono essere inviate in autonomia all'INPS oppure tramite CAF.
Le tutele della scuola per aiutare i bambini con una diagnosi di ADHD
In presenza di una diagnosi di ADHD, la scuola è tenuta come prima cosa a osservare le circolari emanate dal MIUR come ad esempio la 4089 e a mettere in campo specifiche strategie didattiche e psicoeducative per garantire il diritto allo studio degli allievi con ADHD.
Inoltre, la scuola può aiutare i bambini con ADHD attraverso:
- redazione di uno specifico PDP (piano didattico personalizzato): costruito sui bisogni del bambino come da indicazioni del MIUR (si veda qui la circolare). Il piano didattico personalizzato può ad esempio garantire all'alunno pause con maggiore frequenza, oppure l'ausilio di supporti visivi e multimediali, ecc.
- Insegnante di sostegno: nel caso in cui sia stata riconosciuta una 104 al bambino e la ASL di riferimento abbia riconosciuto la necessità dell'insegnante di sostegno, al bambino e alla sua classe potrà essere assegnato un sostegno, con numero di ore variabile a seconda del comma della 104 e della gravità della situazione.
- PEI: il Piano Educativo Individuale è un documento che il team docenti crea in collaborazione con famiglie e terapisti per personalizzare il percorso scolastico degli alunni con L. 104. Il PEI viene redatto ogni anno (di solito in autunno) e revisionato a fine anno per verificare se gli obiettivi sono cambiati e se il bambino ha fatto dei progressi tali da rendere necessario un PEI differente. Il PEI dà diritto anche alla convocazione dei GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione), ovvero a riunioni con la partecipazione del team docenti (non solo l'insegnante di sostegno ma tutti gli insegnanti), del Dirigente o del referente dell'Istituto per l'inclusione scolastica, delle famiglie e degli specialisti che seguono il bambino (psicologi, neuropsichiatri o altre figure che si occupano del trattamento riabilitativo e psicoeducativo). Durante il GLO si discutono gli obiettivi del PEI, si analizzano le caratteristiche del bambino e si accolgono consigli e strategie da parte degli specialisti che hanno in carico il minore. In presenza di una certificazione 104, il PEI sostituisce un eventuale PDP.
Aiuto bambini ADHD Roma
Veniamo infine ad un approfondimento sulla città di Roma, che, essendo molto grande e con periferie dispersive e sovrappopolate, pone sfide ancora maggiori alle famiglie.
Ci sono ovviamente anche dei vantaggi: chi vive nella Capitale dispone ad esempio di un'offerta molto ampia di servizi sanitari sia pubblici che privati, con oltre 20 strutture ospedaliere e un numero indefinito di cliniche, studi privati e centri medici di varia tipologia.
Lo svantaggio però è quello di abitare una città molto dispersiva, che non sempre agevola gli spostamenti da un quartiere all'altro, sia che si possieda un mezzo sia che si viaggi con i mezzi pubblici.
Si consiglia perciò valutare sempre la posizione del Centro dove si porterà il bambino per la diagnosi di ADHD o la terapia, senza però dimenticare la qualità e la professionalità nella cura.
Di seguito daremo alcune indicazioni di massima su:
- strutture pubbliche che si occupano di ADHD
- la nostra struttura privata Percorsi Evolutivi
- associazioni sul territorio
Strutture pubbliche per l'ADHD dei bambini a Roma
Sono molte le strutture pubbliche e gli ospedali con reparto di neuropsichiatria infantile a Roma. Presso le ASL ci si può rivolgere ai servizi TSMREE della propria ASL di appartenenza. Presso gli ospedali, bisogna accertarsi della presenza del reparto di NPI infantile, ma anche qui la lista è molto ampia.
Ecco una lista non completa ma esemplificativa di ospedali di Roma che hanno al loro interno il Reparto di neuropsichiatria infantile:
- Bambin Gesù, sempre all'avanguardia in ogni campo della salute dei bambini e con ambulatori sia alla sede del Gianicolo che nel quartiere di Roma San Paolo;
- Policlinico Umberto I con il celebre ambulatorio di via dei Sabelli, dislocato in zona Quartiere San Lorenzo;
- Policlinico Tor Vergata, punto di riferimento ottimale per l'utenza di Roma Est, ma anche di Ciampino e dei Castelli Romani;
- Policlinico Gemelli, situato nel quadrante nord di Roma.
Il primo passo per accedere alle strutture pubbliche è chiedere un impegnativa al proprio pediatra. Successivamente, tramite CUP regionale, bisognerà verificare le disponibilità per il primo accesso alla struttura prescelta.
Centri privati a Roma per l'ADHD: Percorsi Evolutivi
Il centro di Promozione Sociale Percorsi Evolutivi si trova a Roma e dispone di diverse sedi, tra cui:
- Eur Montagnola
- Garbatella
- Garbatella I.C. "Piazza Damiano Sauli"
- Acilia
- Portuense
Siamo attivi da molti anni sul territorio di Roma, dove possiamo rilasciare diagnosi ADHD valide ai fini scolastici e non solo. La nostra équipe di specialisti ADHD si prende cura non solo dei bambini con ADHD, ma anche delle loro famiglie, fornendo un valido supporto attraverso i corsi di parent training dedicati.
Contatta il nostro Staff per richiedere un appuntamento per una visita ADHD: siamo a disposizione alla pagina contatti o mediante il form in basso.
Associazioni sul territorio
L'associazionismo è utile da molti punti di vista. Permette alle famiglie di non sentirsi sole, ma anche di scambiarsi informazioni, dati, esperienze, sia attraverso le pagine social che attraverso dei gruppi su Whatsapp o Telegram. Consente ai bambini con esperienze simili di vedersi, conoscersi e "riconoscersi".
L'associazionismo, inoltre, porta il tema dell'ADHD ad avere una maggiore attenzione da parte dei media e, quindi, dell'opinione pubblica in generale.
Per quanto riguarda Roma, consigliamo di visitare i portali di Associazione Aifa e di ADHD Lazio.
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Percorsi Evolutivi
- Via Luigi Fincati 21 - 00154 Roma
- info@percorsievolutivi.org
- 06 92957691
- 388.4094699
Orari di apertura
- Lunedì 10:00 - 19:00
- Martedì 10:00 - 19:00
- Mercoledì 10:00 - 19:00
- Giovedì 10:00 - 19:00
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- Sabato 9:30 - 13:00
- Domenica Chiuso




